Ecco come 495 cittadini hanno risposto alle nostre domande

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Nelle scorse settimane la nostra Associazione si è fatta promotrice di una iniziativa, crediamo prima nel suo genere qui a Gallipoli, per sondare l’opinione pubblica su alcuni temi da noi ritenuti importanti e che hanno un forte impatto sulla qualità della vita dei residenti nel Centro storico di Gallipoli, ma anche sul resto della popolazione e del turista.
Il sondaggio, realizzato in modalità online dal 2 al 22 agosto, e dal titolo molto significativo “Qualcuno ha mai chiesto loro se è questa la città che vogliono?”, garantiva l’assoluto anonimato dei partecipanti.
Scopo dell’iniziativa, oltre che quello di conoscere l’opinione degli intervistati, era anche quello di confrontare, ed averne quindi anche il sostegno, l’idea che noi abbiamo del Centro storico con una platea più vasta rispetto a quella dei nostri soci.
Il sondaggio, che non ha la pretesa di avere un fondamento scientifico, rappresenta, comunque, un’occasione di confronto con la popolazione ed uno stimolo a migliorare e favorire un clima di dialogo e collaborazione con le Istituzioni pubbliche e con altre Associazioni ed Enti di rappresentanza di altre categorie.
Risultanze, percentuali e grafici del sondaggio sono disponibili e scaricabili QUI

Sono state 495 persone quelle che hanno partecipato all’iniziativa. Tra queste:
• Il 54,1 % di sesso femminile, ed il restante 45,9% di sesso maschile.
• La fascia di età che, in misura maggiore ha partecipato al sondaggio, è quella che va dai 45 ai 54 anni (24,6%) seguita dagli over 54 (21,4%).
• Il 75 % di chi ha risposto al sondaggio è residente a Gallipoli. Di questi il 28,7 % nel Centro storico, il restane 45,7 % fuori. Il 12,3 % risiede in provincia di Lecce e l’11,1 % in altra regione d’Italia. Hanno risposto alle domande anche 4 cittadini residenti all’estero e 6 titolari di attività commerciale o ricettiva nel Centro storico.

Dalle risposte emerge chiaramente una generalizzata percezione di insoddisfazione:
• l’87,2 % dei residenti e quasi il 90% dei non residenti, non è soddisfatto delle scelte operate dalle Amministrazioni comunali con riferimento a bisogni e desideri per il Centro storico;
• L’83,5% giudica scarso il controllo del territorio da parte della Polizia locale;
• Di conseguenza, alla domanda “Quando pensi al Centro storico, quale delle ipotesi indicate ti viene in mente?”, una media del 60% tra residenti e non residenti ha pensato ad abusivismo commerciale, traffico caotico e parcheggi, e, per il oltre il 30% ha dichiarato di pensare ad un ristorante a cielo aperto;
• Una percentuale dell’81% ritiene, quindi, che l’occupazione del suolo pubblico vada completamente ripensata;
• L’83,5 % dei residenti e l’80,4% dei non residenti approva l’ipotesi di un nuovo piano del traffico con la creazione di parcheggi serviti da mezzi di trasporto pubblico a monte della città, con divieto di accesso, nei mesi estivi, a non residenti in città.
• Il 92% degli intervistati ritiene che, nei mesi estivi, nel Centro storico non vi siano condizioni di sicurezza;

Dalla constatazione dell’esistente si passa, poi, alla parte propositiva, con l’indicazione dei punti che dovrebbero avere priorità nelle scelte dell’Amministrazione comunale:
Al primo posto il diritto a sicurezza, legalità, salute, rispetto delle norme antinquinamento acustico ed ambientale, igiene e pulizia, con il 72,2 %;
Con una percentuale del 67,3%, il diritto di tutti i cittadini di Gallipoli a non essere espropriati del centro storico della propria città;
Segue la richiesta del pieno godimento degli spazi abitativi ed del libero accesso alle proprie abitazioni, con il 55,9%;
Il 50,4% reclama il diritto ai servizi pubblici essenziali ed alla scuola primaria e dell’infanzia;
Per chiudere, con una percentuale del 42,9%, il diritto alla vita relazionale ed allo studio con l’individuazione di spazi e contenitori in cui adulti e bambini possano incontrarsi.

Quali misure sarebbero utili a rendere il Centro storico vivo ed abitato in tutti i mesi dell’anno?

Dalle risposte ottenute si viene a formare la seguente graduatoria:
• Al primo posto, lo stop alle licenze per attività commerciali e ricettive e limitazione delle licenze stagionali, con una percentuale del 64,4%
• Al secondo posto, con il 62,8%, il controllo sulle attività di locazione stagionale;
• Al terzo posto, con il 50%, un servizio di trasporto pubblico da e per il centro storico
• Segue, con una percentuale del 48,4%, la richiesta di incentivi per il recupero di immobili da destinare a civile abitazione
• Al quinto posto, con il 46,4%, si reclama una postazione fissa della Polizia Municipale.
• Seguono, con il 46,2%, la richiesta di incrementare le attività culturali, con l’utilizzo dei tanti contenitori esistenti; la creazione di spazi e luoghi destinati alla socializzazione di giovani e adulti, con il 44,9%; l’apertura di sportelli dei principali uffici pubblici (43,9%); il blocco del cambio di destinazione d’uso delle abitazioni (40,1%), ed infine, con il 36,8%, una fiscalità che favorisca la residenzialità.

Come fatto in più occasioni, confermiamo che nostro scopo non è quello di contrapporre una città dei residenti a quella di tutti gli altri. Anzi, abbiamo lavorato e continueremo a farlo, per favorire la ”coesistenza tra tutti i soggetti e le attività che fanno parte dell’area del centro storico” (art. 3 dello Statuto dell’Associazione).

Ora, affidiamo le risultanze di questa iniziativa all’esame ed al discernimento di quanti hanno a cuore le sorti della Città e del Centro storico di Gallipoli, augurandoci che ognuno possa trarre spunti importanti per la propria azione.

One thought on “Ecco come 495 cittadini hanno risposto alle nostre domande

  • 31 Agosto 2021 in 09:12
    Permalink

    L’amministrazione uscente è stata una vera iattura per la città, in particolare sotto l’aspetto culturale e dei servizi. Ciò ha reso Gallipoli molto meno attrattiva per quelle fasce di utenza ( turisti e cittadini) che possono garantire un buon livello economico alle molteplici attività produttive (in senso lato del termine) operanti nel contesto urbano. Purtroppo, una prima lettura dei programmi divulgati dai contendenti nella prossima “ tenzone” elettorale non lascia emergere alcunché di concreto, ma solo generici e confusi proclami. Fondato, credo, è il timore che, ancora una volta, le istanze e le aspettative dei cittadini rimarranno deluse, aumentando, secondo una tendenza ormai nazionale, la distanza fra politica e società reale.

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